Con questa stanza termina purtroppo il Topissimi Tour Toscana. Sono stati quattro giorni densi e pieni di divertimento, delusioni, felicità, piacevoli sorprese e scoperte. Giorni in cui ci siamo fusi il cervello e spinti al limite. Chiudiamo in bellezza con la quarta ed ultima stanza dei padroni di casa di Brain in a Cage, SAW – L’enigmista.

Come ultimo pasto prima di affrontarlo, un fantastico 5 e 5, almeno posso morire felice da buona livornese. Ancora Giulia a farci da Master, sequestrata tutto il giorno dal team ¡Topissimi; c’è da chiedersi chi sia il vero rapitore tra noi e l’Enigmista. L’introduzione alla stanza si rivela assai breve, un po’ perché la storia è arcinota, un perché è un tema molto in voga nel mondo Escape Room, per cui avevamo avuto occasione di provarla presso altri Masters, tra cui per l’appunto anche pochi giorni prima a Firenze. Quindi ci introduce nella stanza e….

Veramente bella tosta, infatti Brain in a Cage le assegna un livello di difficoltà 5/5. È una stanza in cui comunicare non è fondamentale, di più. Purtroppo, oltre ad altre piccole sviste, questo è l’errore principale che abbiamo commesso: ci ha fatto perdere molto tempo, ci ha penalizzato e, ahimè, non ci ha fatto finire il gioco. Che dire, anche i migliori commettono errori e noi non ci riteniamo assolutamente i migliori. Peccato perché potevamo chiudere in bellezza con un’uscita, ma ci accontenteremo del fatto di aver goduto di una stanza ben fatta ed in qualche modo rivisitata rispetto ad un trend riproposto più e più volte.

Infatti, la caratteristica che ho apprezzato molto, oltre all’originalità degli enigmi, è stata la capacità di riuscire a rendere perfettamente la machiavellicità del vero Enigmista. I rompicapi da decifrare si basano notevolmente su quel tipo di logica, cioè scoprire un “peccato” che è stato compiuto ed intavolare il processo di redenzione per ottenere il perdono, spesso e volentieri molto cruento (se fosse facile che espiazione sarebbe?).

Il tutto decisamente in contrasto con lo stile horror-splatter che hanno reso col filmato di presentazione della stanza sul sito. Quindi vi chiedo un atto di fede nel credermi quando vi dico che la stanza non è assolutamente paurosa, né tantomeno la definirei splatter. Certo non vi aspettate uno stile shabby chic; un minimo di ambientazione e contesto sono d’obbligo in questo caso, ma decisamente ne vale la pena!

difficolta'

Il livello fornito da Brain in a Cage e’ di 5 su 5.

Trama

Sei stato narcotizzato e ti risvegli nella penombra di una cella, qualcuno vuole metterti alla prova, forse per quello che hai fatto, o forse per quello che non sei riuscito a fare. Ti guardi intorno, vedi solo sangue, arti e corpi senza vita, in un angolo scorgi una porta, l’uscita. Senti una voce metallica che continua a dire: “Voglio fare un gioco con te”. Inizia la partita, in gioco c’è la tua stessa vita.

Persone

da 2 a 6 rapiti

automazione

Si

Genere

Thriller, Psicologico

Game master